Tumore al seno e radioterapia, l’importanza di misurare la cardiotossicità

Negli ultimi anni, i progressi nella diagnosi precoce e nelle terapie oncologiche, hanno aumentato le probabilità di guarigione delle donne con tumore mammario. La radioterapia ha effetti cardiotossici noti a breve e medio termine che possono aumentare il rischio di complicanze cardiovascolari, già aumentato dalla pre-menopausa o menopausa indotta o fisiologica.

In particolare, il rischio di complicanze cardiovascolari quali malattia coronarica e di conseguenza infarto miocardico, insufficienza cardiaca ischemica e morte cardiovascolare, aumenta qualora il cuore sia incluso nel campo di irradiazione come può avvenire in caso di terapia alla mammella sinistra. In queste donne, l’incidenza di anomalie coronariche nella perfusione al cuore aumenta già a 6 mesi dalla radioterapia e permane per 3 anni dalla fine del trattamento. Per le donne che ricevono lo stesso trattamento al torace di destra, invece, non ci sono dati certi e si ipotizza un rischio intermedio tra le donne irradiate al torace sinistro e il rischio della popolazione generale.

I cardiologi di Humanitas San Pio X sono impegnati in uno studio osservazionale per verificare la capacità di nuove metodiche di indagine ecocardiografica (studio della deformazione miocardica) di individuare precocemente il danno coronarico da radiazione toracica sinistra e di confermare l’assenza di rischio per il trattamento della parete toracica destra nelle donne trattate per tumore alla mammella. Grazie all’applicazione di una tecnica ecocardiografica tecnologicamente avanzata durante il follow up di monitoraggio cardiaco nelle donne sottoposte a radioterapia, è possibile misurare le anomalie miocardiche e valutare il rischio di tossicità coronarica per instaurare azioni preventive sui rischi cardiovascolari della radioterapia.


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