Ictus: personalizzare il trattamento alla luce dell’impronta digitale della malattia

L’ictus (stroke) è una grave condizione neurodegenerativa, la cui incidenza è altissima in Italia e nel mondo. In Europa rappresenta la seconda causa di morte. In Italia colpisce ogni anno più di 200.000 persone, e 1 paziente su 5 mostra ricadute successive.

Ictus ischemico e ictus emorragico

Esistono diverse tipologie di ictus. L’ictus ischemico,che rappresenta il 75% di tutti gli ictus, è causato da un blocco dell’afflusso di sangue dovuto da un trombo o da un embolo. Il trattamento di elezione è la trombosi attraverso farmaci o procedure meccaniche, che devono essere eseguite entro 4-5 ore e comunque entro le 24 ore dall’evento ischemico. L’ictus emorragico è invece causato dalla rottura di un vaso cerebrale. Il suo trattamento dipende dalla gravità dell’emorragia e può richiedere interventi neurochirurgici. La tomografia computerizzata(TC) dell’encefalo permette di distinguere tra ictus di natura ischemica ed emorragica e di identificare la grandezza dell’area infartuata e del tessuto a rischio. È importante che il paziente venga inserito in un programma di riabilitazione precoce, allo scopo di ridurre la disabilità residua e stimolare i processi di plasticità neuronale che consentono il recupero delle funzioni.

Obiettivo della Ricerca

Humanitas è una struttura all’avanguardia per il paziente colpito da ictus, dalla gestione in acuto dell’ictus, alla diagnosi e definizione della terapia, fino all’inserimento in un percorso riabilitativo di eccellenza. Lo scopo del presente progetto è quello di fare un passo in più: migliorare i risultati della terapia e della riabilitazione del soggetto con ictus, attraverso un intervento mirato a ciascun paziente in modo personalizzato.

Per fare questo intendiamo “fotografare” – in modo specifico per ogni paziente – aspetti della malattia che non sono normalmente indagati, in modo da ottimizzare il trattamento sulla base di parametri specifici. In particolare si intende definire per ogni paziente:

–       Profilo di nuovi biomarcatori nel sangue: l’ictus espone le cellule del sistema nervoso a una complessa serie di eventi che causano la morte delle cellule del sistema nervoso. Questo causa la produzione di sostanze che possono contribuire alla progressione del danno e che possono essere rilevate nel sangue.

–       Profilo metabolomico:nel corso di un ictus le cellule modificano la loro attività funzionale, il loro metabolismo cambia, e cambia quindi l’insieme dei prodotti metabolici presenti nel sangue (metaboloma).  Definire il metaboloma consente di capire a che tipo di danno è sottoposto il paziente.

–       Imaging avanzato: tramite la risonanza magnetica, si analizzano aspetti microstrutturali e funzionali del cervello utilizzando metodiche innovative non ancora introdotte nella pratica clinica di routine del paziente con ictus.

Le informazioni ottenute mediante l’analisi dei marcatori del sangue e le immagini di risonanza consentiranno di ottenere una sorta di “impronta digitale” della patologia, specifica per ogni singolo paziente. Basandoci su questa impronta digitale di malattia, saranno identificati i trattamenti riabilitativi maggiormente indicati per ciascun paziente.

Non soltanto: il trattamento del paziente proseguirà anche dopo le dimissioni, attraverso un processo di riabilitazione telematica (teleneuroriabilitazione) che permetterà al paziente di essere seguito a domicilio dallo specialista, connesso tramite internet.

Quali sono i tempi previsti?

Si ritiene che l’intero processo possa essere implementato in 18-24 mesi.

In cosa verranno investiti i fondi?

I fondi saranno utilizzati per supportare lo stipendio di un biostatistico dedicato all’analisi dei dati clinici e di un ricercatore che si occuperà della misurazione dei marcatori del sangue. Saranno inoltre utilizzati per aumentare il parco delle attrezzature necessarie per la riabilitazione a domicilio (tablet e programmi), in modo da poter seguire un numero sempre maggiore di pazienti.

Quanti ricercatori sono impegnati nel progetto?

L’intero Neuro Center di Humanitas (Stroke Unit, Neurologia, Neurochirurgia, Imaging, Riabilitazione e Laboratori di Ricerca)  è coinvolto in questo progetto.

 

Professor Franco Servadei, Docente di Humanitas University e Presidente della Federazione Mondiale di Neurochirurgia

Dottoressa Maria Luisa Malosio,Coordinatrice della ricerca clinica e dei biomarcatori

Professoressa Michela Matteoli, Docente di Humanitas University e Direttore del Neuro Center in Humanitas

 


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