Il rapporto tra infiammazione e neurodegenerazione

Con l’allungarsi della durata della vita, una parte sempre maggiore della popolazione soffre di problemi cognitivi legati all’età. Diviene dunque sempre più cruciale definire strategie per combattere gli effetti dell’invecchiamento e prevenire – o eliminare – l’insorgenza di patologie neurodegenerative, prima fra tutte la malattia di Alzheimer (AD). Recenti evidenze suggeriscono che l’invecchiamento sia associato ad uno stato di infiammazione del sistema nervoso centrale che, a sua volta, influenza – direttamente o indirettamente – la funzione e la sopravvivenza dei neuroni.

Tra i progetti di ricerca attivi nel Laboratorio Farmacologia e Patologia del Sistema Nervoso, uno studio portato avanti in collaborazione con Marinos Kallikourdis del laboratorio di XXX mira a comprendere i meccanismi molecolari attraverso i quali il nostro naturale sistema di difesa (il sistema immunitario) può condurre a questo tipo di patologie, fornendo così una prova di principio per lo sviluppo di un trattamento terapeutico mirato.

In particolare, i ricercatori sono impegnati a dimostrare il ruolo del sistema immunitario a nel deterioramento cognitivo legato all’età e nella neurodegenerazione e ad indentificare le molecole coinvolte in questo processo, così da utilizzare strategie farmacologiche mirate proprio contro queste molecole per fermare l’azione del sistema immunitario.

Lo studio viene condotto in modelli di invecchiamento e in una coorte di pazienti che comprende  sia soggetti cognitivamente intatti sia soggetti anziani con compromissione cognitiva lieve (MCI), considerati ad alto rischio di sviluppare demenza. Fornire, attraverso un approccio interdisciplinare integrato, informazioni sul rapporto tra il deterioramento cognitivo durante l’invecchiamento e la risposta immunitaria ad esso correlata, può essere un primo importante passo per aprire la strada ad una sperimentazione clinica futura.

 

Prof.ssa Michela Matteoli

Laboratorio Farmacologia e Patologia Sistema Nervoso

collaborazione con Dr. Marinos Kallikourdis


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