Nanovettori per colpire i tumori cerebrali

Il Glioblastoma multiforme (GBM) è il tumore cerebrale più comune negli adulti. Responsabile di circa 11.000 decessi all’anno, registra un tasso di sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi inferiore al 5%.

Con la terapia attualmente disponibile (chirurgia, radioterapia e temozolomide) il tempo medio di sopravvivenza dei pazienti affetti da GBM è di circa 15 mesi. Da qui l’importanza di mettere a punto nuovi metodi per trattare efficacemente questo tumore.

Con uno studio finanziato da AIRC nel 2017 (grant IG1885), i ricercatori del Laboratorio di Farmacologia e Patologia del Sistema Nervoso lavorano utilizzando la tecnologia delle nanoparticelle per veicolare farmaci antitumorali (citotossici) direttamente al cervello. Recentemente, usando nanovettori polimerici hanno dimostrato l’efficacia di una strategia combinata che impiega questi nanovettori funzionalizzati insieme alla radioterapia.

Oltre alla selezione di agenti chemioterapici efficaci da incapsulare nei nanovettori, è necessaria una valutazione in vivo del profilo di sicurezza e delle caratteristiche farmacocinetiche dei chiemioterapici. È inoltre importante prevedere lo sviluppo di strategie per migliorare l’ingresso delle nanoparticelle nel cervello attraverso la barriera ematoencefalica.

Sulla base dell’aumento significativo, nelle cellule di GBM e nel microambiente tumorale  dopo la radioterapia, di metalloproteasi (MMP) della matrice – ovvero di enzimi che degradano la matrice extracellulare -, il progetto di ricerca studia la sintesi di un nanovettore di PLGA-PEG funzionalizzato con clorotossina e con un peptide attivabile da metalloproteasi, allo scopo di migliorare la sua penetrazione all’interno del sistema nervoso e, in modo specifico, nella cellula tumorale.

Lo studio prevede l’utilizzo di un modello di barriera ematoencefalica messo a punto nel Laboratorio di Farmacologia e Patologia del Sistema Nervoso di Humanitas per analizzare la capacità di arrivo del nanovettore al tumore e agli organi periferici, le proprietà farmacocinetiche e la possibile tossicità, locale e sistemica.

Prof.ssa Michela Matteoli, Dr.ssa Lorena Passoni

Laboratorio Farmacologia e Patologia Sistema Nervoso

Rozzano, Aprile 2017


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