Tumore primitivo del fegato e cellule staminali

Il tumore primitivo del fegato rappresenta una tra le forme tumorali più comuni con un alto tasso di mortalità. Può essere suddiviso approssimativamente in due grandi categorie: epatocarcinoma (la forma più comune che rappresenta circa il 90% dei tumori primitivi) e colangiocarcinoma (una forma rara, ma molto aggressiva e in grande crescita, soprattutto in Europa). Purtroppo il trapianto, la resezione e le terapie locali sono applicabili solo in stadi precoci della malattia, mentre per la maggioranza dei pazienti a stadi avanzati le opzioni curative sono molto limitate. La mancanza di buoni marcatori diagnostici e l’assenza di strategie terapeutiche efficaci rende assolutamente necessario investigare i meccanismi alla base di questo tumore.

Proprio al fine di spiegare l’insorgenza e la progressione tumorale, è stato recentemente proposto il modello delle cellule staminali tumorali (CSC). Rispetto alle altre cellule che costituiscono la massa tumorale, le CSC sono responsabili di: iniziazione tumorale, metastasi, chemio- e radio-resistenza, comparsa di recidiva. Per tutti questi motivi, le CSC dovrebbero rappresentare il reale bersaglio terapeutico. Il termine ‘CSC’ nasce dal parallelo con la controparte staminale ‘sana’ e, analogamente ad essa, le proprietà delle CSC sono regolate da complesse interazioni con il microambiente tumorale, costituito da altre cellule non tumorali (ad esempio cellule del sistema immunitario), molecole e fattori di crescita rilasciati. Poiché i tumori primitivi del fegato insorgono principalmente in un contesto di infiammazione cronica, si può sicuramente ipotizzare un ruolo delle cellule del sistema immunitario nella creazione di un microambiente favorevole alla crescita tumorale. Per queste ragioni, è necessario chiarire l’interazione tra il compartimento delle CSC e la componente immunitaria infiammatoria, in particolare macrofagi e neutrofili.

A questo proposito, i nostri progetti mirano a studiare:

1) i meccanismi molecolari mediante i quali macrofagi e le CSC collaborano per regolare l’iniziazione, la progressione e la risposta ai farmaci del colangiocarcinoma. Il coinvolgimento dei macrofagi nel regolare la risposta ai farmaci delle CSC è importante nell’ottica di intraprendere una terapia combinata.

2) il ruolo di CLEC4D, un recettore espresso da macrofagi e neutrofili, nell’iniziazione dell’epatocarcinoma. Sarà così potenzialmente possibile identificare nuovi bersagli terapeutici e marcatori utili nella diagnosi e nella terapia .

3) la presenza e la natura delle cellule tumorali circolanti (CTC), tra cui troviamo una frazione di cellule tumorali staminali circolanti, che diffondono attraverso il sangue e, coerentemente con l’ipotesi delle CSC, rappresentano la reale fonte di recidiva tumorale e iniziazione di metastasi a distanza. Lo studio delle CTC è importante al fine di: poter escludere una possibile diffusione delle CTC metastatiche al momento della diagnosi, discriminare i pazienti ad alto rischio di recidiva e individuare nuovi agenti terapeutici che vadano a colpire proprio le cellule tumorali staminali circolanti per prevenire la recidiva tumorale.

 

Dr.ssa Chiara Raggi
Ricercatrice
Laboratorio di Immunopatologia Epatobiliare


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